La laserterapia nella lombalgia cronica

Pubblicato il 12/04/2019

Con poche controindicazioni, la laserterapia è tra le terapie fisiche più usate nella lombalgia cronica. Efficace nel ridurre o eliminare dolore e infiammazione, andrebbe affiancata a chinesiterapia ed esercizi fisici per evitare recidive

In passato il termine "fisioterapia" era usato per indicare ciò che aveva a che fare con un processo di ripresa funzionale conseguente, per esempio, a un trauma o a patologie croniche con coinvolgimento dell'apparato locomotore. La fisioterapia si identificava con l'insieme di terapie manuali atte a raggiungere gli obiettivi del percorso riabilitativo. In tempi più recenti, l'introduzione e la successiva evoluzione tecnologica di terapie fisiche strumentali, la somministrazione cioè di energie fisiche a fini terapeutici, hanno permesso al fisiatra e al fisioterapista di ampliare le possibilità del trattamento riabilitativo. Nella lombalgia cronica, in particolare, laserterapia, TENS, ionoforesi e tecarterapia possono essere un aiuto efficace nel trattamento riabilitativo. Grazie alle poche controindicazioni (gravidanza in atto, epilessia, neoplasie nelle aree da trattare), la laserterapia a bassa o ad alta frequenza, in particolare, può essere la scelta più indicata.

Da Einstein all'applicazione in medicina riabilitativa 

Se il primo laser, al rubino, fu inventato e acceso nel 1960 dal fisico e ingegnere elettronico statunitense Theodore Harold Maiman, la definizione di laser risale ad Albert Einstein, che nel 1917, in una ricerca sulla teoria quantistica delle radiazioni, parlava di "immissione forzata di radiazioni controllata", una definizione antesignana della teoria di funzionamento del laser. La laserterapia è, quindi, un'applicazione abbastanza recente in medicina riabilitativa e ha fini antidolorifici, antinfiammatori, linfodrenanti e biostimolanti. I tipi di laser prevalentemente usati sono quelli all'elio neon infrarosso (He-ir), alla CO2, al gallio e al neodimio YAG (Nd:YAG). «Il laser agisce sui tessuti aumentando il flusso ematico e determinando un'azione antiflogistica e antiedemigena, innalzando la soglia del dolore del paziente», spiega la dottoressa Catia Pelosi, responsabile del reparto di Riabilitazione Specialistica Ortopedica Clinicizzata presso l'Irccs Istituto Ortopedico di Milano. «Il raggio laser penetra nei tessuti apportando energia, che stimola risposta biochimica della membrana cellulare e dei mitocondri, incrementa l'attività metabolica, favorisce gli scambi elettrolitici tra cellula e ambiente esterno e stimola la mitosi cellulare. Inoltre, agisce a livello della proliferazione dei fibroblasti favorendo così una deposizione accelerata di collagene. Per questo la laserterapia è anche usata nella guarigione delle ferite. Nell'ambito della lombalgia cronica riacutizzata, in particolare, si può utilizzare un laser CO2 ad alta potenza o un laser neodimio YAG ad alta energia, mentre nel caso di una lieve lombalgia cronica trova indicazione il laser a infrarossi». 

Scarsi effetti collaterali

La laserterapia ha scarsi effetti collaterali. «A volte insorgono nausea o capogiri durante la somministrazione della terapia o subito dopo il trattamento», spiega Pelosi. «Al di là di questi disturbi, di solito la laserterapia è ben tollerata e si usa in alternativa a TENS e ionoforesi quando queste terapie sono controindicate (presenza di ferite, dermatiti, abrasioni e in pazienti con pacemaker o gravi disturbi cardiaci, come la fibrillazione atriale, e in presenza di metallo intertissutale). Inoltre, è una valida alternativa nel trattamento dei pazienti allergici a farmaci solitamente usati nella ionoforesi. La laserterapia, oltre all'azione antinfiammatoria e antalgica, grazie allo sviluppo di calore, può avere anche un'azione miorilassante. È comunque fondamentale rispettare i criteri di appropriatezza e sicurezza sia per il paziente sia per l'operatore che esegue il trattamento terapeutico: l'ambiente non deve avere specchi o superfici riflettenti e deve essere ben illuminato, le pareti dell'ambiente in cui si eroga il trattamento laser devono essere chiare, per favorire una condizione di miosi pupillare, per una naturale protezione oculare del paziente e dell'operatore. Durante il trattamento operatore e paziente devono indossare occhiali protettivi».

Dal trattamento del dolore alla chinesiterapia

Nel trattamento riabilitativo della lombalgia cronica è importante una terapia combinata. «Il paziente con lombalgia cronica riacutizzata è interessato alla risoluzione dell'evento acuto più che a un trattamento che prevenga successive recidive», riferisce Pelosi. «Per questo è più propenso a sottoporsi a cicli di terapie fisiche strumentali che a sedute di fisioterapia e a ripetere esercizi mirati a domicilio più volte a settimana. Impostare una terapia che includa anche un programma di igiene vertebrale è fondamentale per scongiurare recidive. Le terapie fisiche strumentali accelerano il processo antinfiammatorio e contribuiscono a ridurre più velocemente il dolore. In fase acuta il paziente, proprio a causa del dolore, ha difficoltà ad alzarsi, sedersi, coricarsi: in questa prima fase è importante associare una terapia antinfiammatoria orale (nei casi più gravi, quando il dolore è più intenso, si può ricorrere a terapie antinfiammatorie o miorilassanti per via iniettiva intramuscolare), associando una terapia fisica strumentale. Anche una ginnastica posturale antalgica, che aiuti a distendere la muscolatura e a creare una posizione ergonomica per il paziente, può contribuire a ridurre il dolore». 

L'importanza della prevenzione

Una volta rimesso il dolore, il trattamento della lombalgia cronica prevede l'impiego della chinesiterapia, una rieducazione motoria volta a rinforzare la muscolatura, oltre che a correggere gli eventuali atteggiamenti posturali scorretti per evitare recidive. «È importante l'inquadramento diagnostico corretto per ottimizzare il trattamento terapeutico ed evitare una medicalizzazione eccessiva per non cronicizzare il dolore. Il paziente con dolore cronico va istruito per evitare o posticipare il più possibile una recidiva. Se la lombalgia non è stata ben trattata e il paziente non ha ricevuto le informazioni corrette per prevenire un nuovo attacco doloroso, le riacutizzazioni del dolore saranno sempre più frequenti. Una terapia combinata, con terapie fisiche strumentali associate a chinesiterapia posturale individuale, aiuta a risolvere l'attacco acuto e a scongiurare recidive. La prevenzione nella lombalgia cronica è importante; per questo, completata la terapia, il paziente dovrebbe continuare a eseguire a casa esercizi di rinforzo della muscolatura addominale, lombare, paravertebrale, con frequenza almeno 2-3 volte la settimana».